Dietro lo schermo

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Dietro lo schermo

Ciao a tutt*! Ci serve il vostro supporto per il nostro progetto “Dietro lo schermo”, il cui scopo è l’utilizzo dell’educazione non formale come mezzo di contrasto al bullismo online ed offline: abbiamo infatti bisogno dei vostri voti per poter passare alla successiva face di valutazione ed eventuale implementazione. Siete interessat* a saperne di più? Cliccate qui in basso 🙂 Volete darci una mano? In pochi click vi potete registrare al sito (gratuitamente) e votare il nostro progetto 😉

https://community-fund-italia.aviva.com/voting/progetto/schedaprogetto/16-1011

Descrizione del progetto:

Secondo la ricerca “BeatBullying Europe” dell’Università degli Studi di Firenze, quasi tutti i ragazzi tra 14 e 18 anni usano i social network; il 40% per almeno 5 ore al giorno. Molti si sono imbattuti in episodi di violenza verbale online, tre su dieci hanno messo un like e uno su dieci ha commentato contribuendo all’escalation dell’odio. Di questi, alcuni ammettono che non avrebbero usato le stesse parole in uno scambio faccia a faccia.

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Crescere in un’epoca di estrema incertezza non è semplice. I giovani Millennials sono stati più volte definiti la “generazione boh”, terminologia che di certo non offre speranze in termini di sicurezza in se stessi e nel mondo che ci circonda. Tale insicurezza si manifesta spesso in bisogno di conferme e riconoscimento: un sottofondo di paura di non essere all’altezza che spesso si traduce nella malsana tattica dell’attaccare prima di essere attaccati. Il luogo preposto a ciò è spesso, come rivelato dalla ricerca citata in apertura, il web. I social network garantiscono un anonimato che sa di forza e imbattibilità: ci si nasconde dietro lo schermo e si colpisce, a volte non del tutto consapevoli che le ferite inferte sono ben lontane dall’essere virtuali.
Il nostro progetto mira a contrastare questo fenomeno su tre diversi livelli:
-il supporto alle vittime di cyberbullismo, attraverso un processo di empowerment e sostegno del gruppo;
-l’azione sui cyberbulli, attraverso un esercizio di empatia per prendere consapevolezza del male generato;
-la prevenzione del fenomeno, con un percorso di definizione e rafforzamento della propria identità, per aumentare la sicurezza in se stessi e non sentire più la necessità di sminuire gli altri per farsi grandi.
La modalità più efficace individuata per raggiungere tali obiettivi è l’utilizzo di metodi educativi partecipativi e coinvolgenti, per agire con un approccio olistico non solo sulle conoscenze dei giovani, ma sulle loro capacità e attitudini. Per questo la cornice metodologica sarà l’Educazione Non Formale (ENF), riconosciuta dal Consiglio d’Europa come via privilegiata per il lifelong learning; dentro questo contenitore ci saranno elementi propri di due altri modelli educativi: quello teatrale, soprattutto il Teatro dell’Oppresso di Boal, e quello della Peer Education, vincolo naturale di credibilità ed empatia.
Il progetto consta di due fasi: in un primo periodo (Settembre-Dicembre 2017), venti giovani volontari delle scuole superiori di Torino verranno inseriti in un percorso di formazione sul contrasto al cyberbullismo e sulle tecniche educative menzionate sopra, per una doppia azione di beneficio diretto degli obiettivi di progetto e di acquisizione di competenze formative; nella seconda parte dell’anno (febbraio-maggio 2018) i giovani accompagneranno i formatori dell’Associazione Giosef Unito in 10 classi delle scuole medie di Torino, per proporre dei laboratori di contrasto al cyberbullismo attraverso tecniche teatrali: si trasformeranno così in facilitatori, contribuendo direttamente al raggiungimento degli obiettivi e diventando i primi moltiplicatori dell’esperienza vissuta. Sono previsti tre incontri specifici di valutazione del percorso, per garantire che il progetto risponda effettivamente ai bisogni individuati.
L’effetto di empowerment dato dall’ENF e dalle tecniche teatrali può essere sconfinato: nella sua esperienza educativa, Giosef ha visto persone trasformarsi completamente, sbocciare, osare laddove fino a poco prima non si sarebbero mai avventurate; agire sulle giovanissime generazioni ci permette di portare un autentico e profondo cambiamento nella società che ci circonda, attraverso le persone che ne costituiscono il futuro fondamento. Lavorando sulle emozioni vogliamo riportare il cyberbullismo a contatto con la realtà, facendo comprendere che il mondo virtuale ha effetti ben più concreti di quanto si creda e rendendo possibile, finalmente, abbandonare il proprio posto “dietro lo schermo” e tornare a vivere appieno.

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